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La Casa di Augusto

Sito archeologico la Casa di Augusto

La casa di Augusto sul colle Palatino

Augusto ebbe sul Palatino la sua dimora, accanto a quella della consorte Livia, ed eresse un sistema di costruzioni, anche religiose, volto alla colta e raffinata diffusione ideologica del proprio potere e della propria immagine.

Per questa ricorrenza si proporrà al pubblico un allargamento del percorso di visita alle strutture archeologiche che si affianchi a quello che attualmente si snoda attraverso le straordinarie stanze dipinte, peraltro non sempre ammirabili nella loro interezza anche per problemi conservativi.

Dopo i lavori di copertura e il restauro dei dipinti degli ambienti occidentali, tutte le stanze finora scavate nell’abitazione del Divus Augustus saranno per la prima volta visitabili. Solo su prenotazione e per gruppi, per salvaguardarne la conservazione. Anche questi ambienti saranno dotati di un apparato didattico che faccia apprezzare al visitatore l’eccezionalità del luogo e la raffinatezza degli affreschi appena restaurati. Questo nuovo settore della Casa di Augusto sarà compreso all’interno del più vasto percorso augusteo, che ha il suo fulcro nel Museo Palatino, poiché alcuni suoi ambienti accoglieranno opere di questo periodo, mai esposte prima, in continuità con l’esposizione museale.

Il periodo augusteo segna una tappa nuova e significativa tanto per la storia di Roma come per l’arte romana, rientrando anche quest’ultima nel quadro di totale rivolgimento verificatosi negli ordinamenti politici, economici e religiosi dello stato.

Anche se formalmente Augusto non sembrò allontanarsi dalla linea dei mores maiorum (costumi degli antenati), la vecchia struttura dell’ordinamento repubblicano si trasformò di fatto in quella imperiale che accentrò nelle mani di uno solo, l’imperator, tutti i poteri e le cariche a vita, cui si aggiunse la suprema dignità sacerdotale quale Pontefice Massimo.

Roma ben presto si identificò con Augusto, il vincitore di Azio, il pater patriae idealizzato ed esaltato in tutte le arti figurative; assimilato a Giove, a Marte e ad Apollo; divinizzato ancora vivente tra i popoli d’Oriente, mentre in Italia si veneravano i Lares Augusti protettori del popolo romano.

Se rinvigorì i culti primitivi e ripristinò i prisci mores (gli antichi costumi), egli portò avanti nel contempo col suo ministro Agrippa una moderna politica urbanistica ed edilizia che ben contribuì al prestigio del suo governo, grazie a un complesso di realizzazioni di pubblico interesse (fori, templi, teatri, circhi, terme, ponti…) che risultò di vasta portata per la renovatio dell’Urbe, e i cui riflessisi estesero nel mondo italico e provinciale.

Nel gusto decorativo pittorico augusteo, proteso verso effetti ornamentali fantastici e illusori, si concretizza in particolare anche quella moda di dipingere monstra, forme insensate e irreali piuttosto che ex rebus finitis imagines certae (immagini precise conformi a oggetti definiti), come lamentava l’architetto Vitruvio, assottigliando le colonne quali steli di candelabro, sostituendo bizzarri viticci ai frontoni, facendo nascere figure umane o animalistiche da esili elementi vegetali e facendo infine prevalere il colore sul disegno, grazie all’uso dei cinabri, delle porpore, dell’oro e del ceruleo egiziano, dalle tinte abbaglianti. Una moda che non si confaceva certamente al carattere di Augusto, teso – anche se per calcolo – a un’austera, sobria semplicità, ma che egli tuttavia non si curò di frenare consideratene le finalità meramente decorative.

E la maniera, che caratterizzerà la pittura del “secondo stile”, troverà la sua più raffinata espressione all’interno del ciclo pittorico della Palatina domus di Augusto, la residenza che il futuro imperatore edificò sul colle Palatino prima ancora della vittoria di Azio e dell’inizio del suo incontrastato dominio. In concomitanza infatti con la vittoria riportata sul figlio di Pompeo Magno, Ottaviano, che era nato in Palatio nel quartiere ad Capita Bubula, volendo realizzare sulla mitica collina una domus di impianto palaziale degna dell’alto personaggio ufficiale quale era divenuto, nell’anno 36 a.C. “acquistò”, come informa lo storico Velleio Patercolo, “per mezzo di intermediari numerose case per ampliare la sua”, la modesta abitazione dell’oratore Ortensio, “non cospicua né per ampiezza né per decorazione” dove abitò per oltre quaranta anni e della quale venne in possesso, per confisca, nell’anno 42 a.C.

La decisione del principe fu determinante per la destinazione della collina che mutò così la sua fisionomia da quartiere residenziale a luogo riservato ai fasti della sede ufficiale dell’autorità imperiale: in essa ormai gli spazi pubblici si uniranno a quelli privati mentre la solennità delle funzioni pubbliche coesisterà con quelle dalla natura più propriamente privata.

Saranno adesso visitabili anche i cubicula privati che si svolgono nel settore occidentale della domus. Un piccolo locale con semplici composizioni architettoniche dalle ampie superfici bianche e purpuree ripartite da lesene, e la cosiddetta “Stanza dei festoni di pino” che raffigura finti porticati sorreggenti festoni di pino parzialmente aperti su retrostanti cortili colonnati. I vivaci affreschi della vicina “Stanza delle maschere” evocano invece una facciata di scena teatrale ellenistica adattata al nuovo gusto decorativo, con l’inserimento nelle aperture centrali di paesaggi sacri e santuari agresti inquadrati in felici prospettive di sfuggenti porticati. Visibili per la prima volta al pubblico, invece, gli affreschi che decorano i locali dalla probabile funzione di biblioteche private e sale dall’importante ruolo di ricevimento quale l’ampio tablinum sul lato settentrionale del peristilio. Le pitture propongono schemi abituali decorativi con podi aggettanti, alte paraste, edicole e quinte architettoniche, non prive di senso prospettico ad ampliare e dare maggiore profondità all’ambiente, per questo motivo definito “Stanza delle prospettive”.

Come arrivare:

Roma,Via di San Gregorio 30

Bus : n .60 – 75 – 84 – 85 – 87 – 117 – 175 – 186 – 271 – 571 – 810 – 850
Metro: Linea B fermata Colosseo

Periodo d’apertura:

Dal 27 aprile al 31 dicembre 2015 Casa di Augusto e Casa di Livia sono nuovamente aperti al pubblico.

Tariffa d’ingresso:

Intero:
€ 12.00
Essendo situate sul Palatino, per accedere alla casa di Augusto e alla Casa di Livia è necessario acquistare il biglietto di ingresso combinato Palatino-Foro / Colosseo, valido per un ingresso nei due siti per 2 giorni consecutivi.

Ridotto:
€ 7.50

Gratuito:
Cittadini sotto i 18 anni della Comunità Europea ed extracomunitari
Ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese

Cards
Archeologia card: valido 7 giorni per Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Crypta Balbi, Terme di Diocleziano, Colosseo, Foro Romano e Palatino, Terme di Caracalla, Villa dei Quintili, Mausoleo di Cecilia Metella:

Intero:
€ 23,00

Ridotto:
€ 13,00

Prevendita biglietti e turni d’ingresso
Singoli
quando: tutti i giorni (festivi inclusi) ore 13.00
appuntamento: presso l’arco di Tito 15 minuti prima
partecipanti: max 20 pax
durata: i visitatori potranno sostare nella Casa di Augusto e nella Casa di Livia complessivamente un ora e saranno accompagnati da un operatore
€ 4.00 (anche le Domeniche Gratuite)
prenotazione obbligatoria.

Informazioni turistiche:

Dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 17.00
il sabato dalle 9.00 alle 14.00
Tel: +39 06 399 67 700
Mail: info@coopculture.it

Guida turistica: 

www.guidaturisticaroma.eu

 

23 Agosto 2015