Contatti tel. 06/87191734 - info@imperiumtour.it

Spoleto

Spoletium

Sito archeologico Spoleto

Spoleto

Nel 241 a.C. il centro diventa colonia latina e successivamente municipio.
Il perimetro della cinta muraria, in cui si distinguono varie tecniche ed altrettante fasi cronologiche, consente una precisa lettura della città antica. I numerosi monumenti romani, inglobati nelle successive strutture o presenti nel tessuto urbano, testimoniano la notevole importanza del centro; tali sono intorno all’antico Foro l’Arco di Druso, il Tempio di S. Ansano e la casa romana. Tra gli edifici pubblici vanno anche menzionati il Teatro, l’anfiteatro e i resti del ponte sulla Flaminia.
Con la caduta dell’impero romano, Spoleto fu coinvolta nel VI sec. d.C. nella guerra gotica, fino alla fondazione del ducato longobardo (570 d.C.).

Arco di Druso e Germanico

In via dell’Arco di Druso sorge l’Arco di Druso Minore, costruito lungo il tracciato urbano della via Flaminia, che introduceva al foro, sito attuale di piazza del Mercato, del 23 d.c., intitolato anche a Germanico, figlio di Druso Maggiore, fratello di Tiberio.

 Esso consta di una grande arcata su piloni ornati di lesene decorate e fa da ingresso trionfale al foro romano, eretto dal senato in onore di Druso e di Germanico dopo il 23 d.c. Attualmente è in parte interrato e, in parte nascosto dalle case.

Il suo stile è classico, costruito in blocchi di calcare squadrati, a un solo fornice, inquadrato lateralmente da lesene con capitelli corinzi; sul lato rivolto verso il foro è rimasta l’iscrizione in onore dei due figli di Tiberio.

Arco di Monterone

L’arco di Monterone, che sorge sulla via omonima, è un arco piuttosto semplice, del II o III sec. a.c., interrato per buona parte della sua altezza, appartiene alla fase delle mura in opera quadrata, ed è stato per secoli la principale porta d’accesso a Spoleto, nonchè la porta più antica, per chi proveniva da sud. E’ dotato di stipiti in grossi massi calcarei squadrati da inquadrarsi tra i resti più antichi dell’arco e delle mura.

Gli stipiti, anche se parzialmente inglobati nelle case circostanti, incorniciano ancora l’arco a tutto sesto, formato con 21 conci radiali di travertino e calcare.
Il fornice è largo metri 3,40 e profondo 1,20, per 2,10 m di altezza sul livello stradale. In passato però raggiungeva un’altezza maggiore perchè gli stipiti risultano, interrati per circa un terzo dell’altezza originaria. Essi sorreggono l’arcata e sono formati rispettivamente da 5 e 4 blocchi di calcare “in opera quadrata” a secco, straordinariamente connessi e levigatii.

Dall’Arco di Monterone entrava la via Flaminia provenendo da Terni. Sotto la Piazza Garibaldi sono visibili due archi in opera quadrata di un ponte della stessa via consolare, noto come Ponte Sanguinario.

Anfiteatro

Rientrando da Porta Garibaldi, svoltando a sinistra, scorgiamo i resti dell’Anfiteatro Romano, del I sec., della cui costruzione originale restano alcune arcate tra le quali si apre quella che doveva essere la porta d’accesso principale ed una delle porte della cavea (gradinate degradanti su prendeva posto il pubblico), attualmente inglobata nel cortile della Caserma Severio Minervio.

L’edificio fu in parte smantellato nel XIV sec. per ordine del cardinale Albornoz per recuperare materiale per la costruzione della Rocca; inoltre sulla sua area furono costruiti la chiesa di San Gregorio Minore e due monasteri oggi adibiti a caserma.

Posto nella zona settentrionale della città fuori dalle mura e accanto al torrente Tessino, in gran parte inglobato dalle costruzioni successive, se ne può vedere solamente qualche avanzo del II sec.

Venne trasformato in fortezza da Totila, quindi smantellato dal cardinale e condottiero militare Albornoz per ricavarne pietre.

Era molto grande, a due piani, in muratura e rivestito di blochetti, ricordato da Procopio per la sua trasformazione in fortezza durante l’occupazione da parte dei Goti.

La tecnica è in opera a sacco rivestita da opera “vittata”. Visibile l’ambulacro inferiore con ingresso dalla caserma Minervio.

Il Ponte delle Torri

Il simbolo che ha caratterizzato Spoleto nei secoli è senz’altro il Ponte delle Torri, antico acquedotto romano-longobardo alto circa 82 m e lungo circa 230 m, che rappresenta tutt’oggi il ponte antico più alto d’Europa.
Adiacente la Rocca, il Ponte delle Torri, del XIV sec., eretto alla fine del Trecento sui resti di un acquedotto romano che conduceva l’acqua dal monte alla città, è una superba opera architettonica che unisce la rocca con il Monte Luco. Consta di dieci arcate su piloni, due dei quali, quelli centrali, cavi all’interno e con delle porte di accesso, sembrano delle torri. Il ponte è percorribile a piedi.

Le Mura

La cinta muraria, lunga oltre 2 km, fu costruita dagli abitanti prima e dai romani poi.
Mostra infatti tecniche diverse a seconda delle epoche storiche: dall’opera poligonale arcaica, all’opera quadrata del III sec. a.c., e a blocchi parallelepipedi del I sec. a.c. Il tratto più significativo e completo di tutte le tecniche è visibile lungo la via Cecili dove la maestosa opera di terrazzamento sorregge parte del convento di San Nicolò. Accanto alle mura, che mostrano una posterula, è ben conservata una torre in opera quadrata. Presso il giardino Piperno, su un tratto in opera quadrata, è ancora visibile l’iscrizione relativa ai quattuorviri che fecero restaurare le mura nel I sec. a.C. Un arco semplice interrato per buona parte della sua altezza, appartiene alla fase delle mura in opera quadrata: da questa porta, l’Arco di Monterone, entrava la via Flaminia provenendo da Terni. Sotto la Piazza Garibaldi sono visibili due archi in opera quadrata di un ponte della stessa via consolare, noto come Ponte Sanguinario.

Il Teatro

Proseguendo per via Vittori e svoltando per via Sant’Agata, giungiamo al Teatro Romano, del I sec. d.c.; costruito nei primi anni dell’Impero, con un diametro di 70 m, subì dei crolli e venne ristrutturato già in epoca romana; in seguito il teatro venne nascosto da costruzioni medievali, e fu riportato alla luce solo nel 1954. Per acceder al teatro c’è un passaggio curvilineo, con volta a botte, raggiungibile da via delle Terme, costeggiando il perimetro dell’Hotel dei Duchi. Un bel colpo d’occhio del teatro si ha dalla sovrastante piazza della Libertà, in corrispondenza di un prospetto ad arcate, già parte delle scuderie del seicentesco Palazzo Ancaiani. La facciata era decorata da arcate divise da semi-colonne.

Realizzato in opera quadrata con grossi blocchi di calcare locale, fu restaurato, dopo gravi dissesti, in opera reticolata. Il semicerchio della cavea è ancora ben visibile, lo spazio scenico, non più esistente, è occupato dal monastero medioevale di Sant’Agata, mentre la pavimentazione dell’orchestra,  a lastre di marmo bianco e colorato, reca ben visibile la parola podium, ed è quasi interamente originale. Sotto la cavea passa un corridoio, coperto da volta a botte, che collega i due accessi alla scena, ed è ancora oggi possibile vedere i fori per i pali del sipario.
E’ ben visibile l’ingresso sinistro ad arco verso l’ambulacro con decorazione a semicolonne tuscaniche. Della cavea invece sono rimasti solo tratti, che subirono un cedimento già in epoca antica.
Sotto l’attuale Piazza del mercato è presente il centro della città antica di cui è visibile l’area lastricata tra l’Arco di Druso e il tempio di S.Ansano.
Attualmente la struttura ospita concerti, balletti e altre manifestazioni culturali.

Il Tempio

Non lontano dall’Arco di Druso è stato riportato alla luce un Tempio Romano che faceva parte dell’antico Foro, di epoca augustea.

Il tempio, incorporato dalla chiesa di S.Ansano, aveva una cella rettangolare in cui è visibile una colonna, con la fronte rivolta verso il foro, e colonne solo sulla fronte.

In una vecchia foto si vede bene la costituzione dell’antico tempio eseguito in laterizio, cella e pronao con quattro colonne davanti, verso il Foro. Un capolavoro di grazia e proporzioni, in parte demolito, in parte inglobato.

All’interno del pronao sono ancora visibili due corridoi chiusi con balaustre. Sul lato lungo verso il tempio sono visibili oggi frammenti di un fregio a spirali. Possiamo vederne i resti sotto la chiesa di S. Ansano, qui riportata nella attuale facciata, per quel vezzo ecclesistico di cancellare ogni traccia romana e quindi pagana, demolendo, depredando o costruendoci sopra.

Il dislivello tra il piano del Foro e la chiesa, consentì la realizzazione della Cripta di Sant’Isacco, che infatti poggia sul pavimento del Foro romano, eretta nel VII sec.

Domus Romana

Sotto il Municipio, in via di Visiale, a sinistra della scalinata del Palazzo comunale, è possibile visitare una domus romana di notevole interesse, scavata tra fine Ottocento e inizi Novecento da Giuseppe Sordini.

 L’edificio del I secolo d.c., già restaurato nel II secolo, fu riportato alla luce nel 1885 a seguito di scavi al di sotto del Municipio.
Della “casa”, che da un’iscrizione si può dedurre di proprietà di Vespasia Polla madre di Vespasiano, rimangono l’atrio con pavimento a mosaico a tessere bianche e nere, il pluvio circondato da un mosaico ad onda interrotto da un pozzo, i pavimenti a mosaico di quattro stanze ai lati dell’atrio e il grande ambiente di fondo destinato alle riunioni familiari sul cui lato destro, un poco sopraelevato, è il triclinio mentre su quello sinistro sorge il peristilio,  di cui sono visibili ampi tratti.Dall’atrio si accede all’impluvium con pozzo e ai vari ambienti intorno, tutti pavimentati con mosaici a decorazione geometrica, per lo più in bianco e nero. Negli ambienti a sinistra dell’ingresso, in posizione anomala, a causa della situazione logistica dei terrazzamenti della città, è disposto il peristilio.

Chiesa di S. Salvatore

E’ la chiesa più antica di Spoleto e sorge su una basilica paleocristiana del IV-V secolo, rinnovata poi dai Longobardi nell’VIII sec. L’interno ha purtroppo perduto l’originale decorazione sia a stucco che pittorica, pur conservando ancora la ricca trabeazione con fregio dorico, poggiata su colonne doriche che dividono le tre navate e corinzie nel presbiterio dotato di abside semicircolare e delimitato da colonne scanalate. Altre colonne sono state aggiunte sui lati per motivi statici. Oggi le colonne sono purtroppo legate da muri posti intorno all’ VIII sec. quando si resero necessarie in seguito a un incendio o a un crollo nella basilica. Le colonne sono coronate da eleganti capitelli corinzi e sorreggono trabeazioni e cornici finemente scolpiti. La trabeazione laterale è di tipo dorico, a metope e triglifi.

La facciata è due piani con la parte centrale che si innalza al piano successiva terminando con un coronamento piatto. Nella parte alta si aprono tre finestroni dalla ricca decorazione marmorea, inzialmente racchiusi da quattro lesene di cui rimangono le basi sulla cornice di separazione.

Nella parte inferiore, già preceduta da un portico poi demolito, si trovano tre portali rettangolari ricoperti da ricche decorazioni classiche. Infatti sul cornicione si susseguono tutti gli elementi decorativi classici, come palmette, perline ovali, mediglioni a voluta intercalati da cassette a fioroni, ovoli, dentelli, raggi a cuori e staffe.

Sulla sottostante architrave si estende, con al cemtro una croce, un doppio fregio a girali dai grandi fioroni romani classici mentre un fregio a palmette e dentelli separa l’architrave dalla cornice del portale decorata da doppie serie a raggi e perline ovali, mentre due volute ad S aggettanti sporgono ai lati dell’architrave.

Scavi dell’800

Nuove scoperte nell’edificio romano in fiazza del Municipio.
Durante i lavori di copertura dell’antica casa romana scoperta in piazza del Municipio (cfr. Notizie 1886, p. 3, 326) si rinvennero gli oggetti che qui si descrivono :
– mezza sfera di avorio del diametro di m. 0,02 ;
– una gemma di vetro verdognolo ;
– alcuni stili da scrivere, di osso;
– un piccolo busto marmoreo, virile, acefalo, coperto di clamide, alto, compreso il resto di peduccio, m. 0,20, largo m. 0,22. Tornò in luce sul limite dell’antico edificio verso levante, in un piano di circa m. 3,00 superiore a quello dei musaici, piano ancora inesplorato, ove un tempo sorgeva la parte postica della casa.

A lato dell’ impluvium, dalla parte di tramontana, nel costruirsi due archi di sottofondazione pel muro di facciata del palazzo comunale, è stato scoperto un tratto di pavimento di musaico, a fondo nero, seminato di tasselli bianchi, perfettamente conservato, che è la continuazione del pavimento dell’atrio. Spingesi sotto il palazzo comunale per m. 1,8.5, e presenta, come tutto il resto già scoperto, la fascia bianca che contornava il musaico dell’atrio.
Particolarità degna di nota è quella di un antico restauro subito dal musaico dell’atrio lungo questo lato, che è il sinistro per chi entrava nella casa.
Eseguito uno scandaglio per verificare se la casa continuasse al di là dell’atrip; a contatto immediato col limite del pavimento dell’atrio medesimo si è messa in luce una soglia di pietra, alta m. 0,06, larga m. 0,80, munita internamente di incastro; e dopo una interruzione nel pavimento di m. 0,40, ho trovato parte di un altro
pavimento di musaico bianco e nero, a scomparto geometrico, assai bello e ben conservato. Quello che attualmente se ne vede, altro non è se non la fascia di riquadro, forse il principio della decorazione di un angolo. Sopra questo musaico, tra la terra, raccolsi vari stucchi decorativi, assai eleganti, e frammenti di pitture murali. Notevole un frammento di stucco rappresentante un busto del Minotauro.

Come arrivare:

Aereo

Aeroporto Internazionale dell’Umbria “San Francesco d’Assisi” – Perugia
A 57 Km da Spoleto
Tel. +39 075 59 21 41
Biglietteria: Tel. +39 075 59 21 400
Servizio autobus
APM 800 51 21 41
SULGA +39 075 50 09 641
Taxi
RADIOTAXI Perugia +39 075 50 04 888
RADIOTAXI Assisi +39 075 81 31 00
TAXI Bastia Umbra +39 075 80 11 047
www.airport.umbria.it
Collegamenti ferroviari da e per Spoleto

Treno

Linee:
• Roma – Ancona
• Roma – Foligno – Perugia – Terontola – Firenze
Dal piazzale della Stazione Ferroviaria (piazza Polvani) è possibile utilizzare gli autobus urbani di linea DIREZIONE CENTRO. I biglietti si possono acquistare al Bar della stazione; al momento (settembre 2013) la tariffa è di € 1,30 (€ 2,00 se acquistati a bordo dell’autobus).

Ferrovie dello Stato
FS INFORMA
Tel. 89 20 21 – 199 89 20 21 – 06 3000 Informazioni su orari, coincidenze, tariffe, assistenza clienti, oggetti smarriti, reclami – Attivi tutti i giorni 24h
Tel. 199 30 30 60 servizio disabili – Attivo tutti i giorni dalle 6.45 alle 21.30
www.trenitalia.com

Auto

Autostrada “del Sole” A1 Milano – Firenze – Roma – Napoli
Per chi proviene dal Nord – uscita Valdichiana
Per chi proviene dal Sud – uscita Orte

Autostrada “Adriatica” A14 Bologna – Taranto
Per chi proviene dal Nord uscite di:
– Cesena
– Fano
– Ancona
Per chi proviene dal Sud uscita di San Benedetto del Tronto

Superstrada E45 Cesena – Orte (attraversa longitudinalmente tutta l’Umbria)
– uscita su SS 75 in direzione Assisi
– uscita Acquasparta, poi SS 418
– uscita Terni, poi SS 3

Periodo d’apertura:

Museo Archeologico di Spoleto

Orario: feriali e festivi 8.30 – 19.30

Ingresso gratuito la prima domenica del mese.

Tariffa d’ingresso:

Biglietto intero € 4,00, ridotto € 2,00

Informazioni turistiche:

Via S.Agata, 18a – ex Monastero di S. Agata

06049 Spoleto – Perugia

Tel: +390743 223277

Guide turistiche:

Guide in Umbria S.r.l.

Via della Luna, 19 – Perugia

Tel: +39075 573 293 3

info@guideinumbria.com

 

31 Gennaio 2016