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Villa di Poppea

Sito archeologico Villa di Poppea

Villa di Poppea

Storia

La villa di “Poppea”, grandiosa per dimensioni, qualità degli affreschi e adorna di numerose sculture in marmo, venne costruita intorno alla metà del I secolo a.C. e poi ampliata in età claudia.
Essa è stata attribuita a Poppea Sabina, seconda moglie dell’imperatore Nerone, per la presenza di un’iscrizione dipinta su di un’anfora, indirizzata a Secundus, liberto di Poppea: in ogni caso essa doveva appartenere al ricchissimo patrimonio della famiglia imperiale che, come molti altri esponenti del patriziato romano, prediligeva la costa campana, famosa già nell’antichità per la salubrità del clima e lungo la quale amava edificare sontuose ville residenziali (ville di otium).
La Villa era disabitata al momento dell’eruzione: non c’erano infatti suppellettili nelle stanze, né vasellame nella cucina. Molti oggetti rinvenuti, come colonne e lucerne, erano accantonati in poche stanze. Materiali edili e lavori in corso dimostrano che nella Villa si stavano riparando i danni di uno dei numerosi terremoti che colpivano con frequenza l’area vesuviana.
Essa si sviluppa, lungo un asse est – ovest, in modo simmetrico al corpo centrale, il vecchio nucleo della ‘villa’, che, sopraelevato, sporge nel giardino ed è affiancato da portici.
L’ingresso originario e il prospetto anteriore, non scavato, si trovano oltre il cinquecentesco canale artificiale Conte di Sarno, sotto l’abitato moderno.
La villa, circondata da ampi giardini, è dotata, fra l’altro, di un quartiere termale; non mancano gli ambienti produttivi, come quello dove si pigiava l’uva per la produzione del vino.
La decorazione pittorica, con finte porte e colonne, è correlata all’architettura reale, creando così giochi prospettici, corrispondenze fra reale ed immaginario. Numerosi e di grande qualità i particolari delle decorazioni pittoriche, costituiti da maschere, cesti di frutta, fiaccole, uccelli.
La villa era originariamente adorna di numerose sculture, in prevalenza copie romane di originali di ambito ellenistico del III-II secolo a.C.
La zona orientale è quasi interamente scavata , mentre quella occidentale non è stata del tutto posta in luce per la presenza della strada moderna e di un edificio militare, l’ antica Real Fabbrica d’Armi.

Struttura

La pianta della villa è molto complessa e ancora oggi non ancora redatta con certezza in quanto non esplorata totalmente e viene convenzionalmente divisa in quattro parti: una zona nord, sud, ovest e est. Nella parte nord è presente un ampio giardino nel quale sono state rinvenute diverse sculture in marmo ed è stato possibile ricostruire i calchi delle radici di grandi alberi, ossia degli ulivi, anche se fino a poco tempo fa si credeva potessero essere o dei melograni o degli oleandri. Nella zona sud invece si trova un altro giardino circondato da un colonnato sui tre lati: sono stati oggi piantati alberi di alloro, che si pensa fossero anche presenti al momento dell’eruzione.

Nella parte ovest è presente l’atrio con un compluvium che raccoglieva l’acqua piovana nell’impluvium: le decorazioni della sala sono in secondo stile ed è molto utilizzata la tecnica del trompe l’oeil per raffigurare ambientazioni architettoniche e colonnati. La cucina presenta un banco in muratura con un ripiano sovrastante adibito a piano cottura, mentre nella parte sottostante piccoli vani con forma a semicerchio probabilmente contenevano legna da ardere; una vasca era probabilmente utilizzata per lo scarico di liquidi. Il triclinium, nella zona in cui si trovava probabilmente la mensa, è adornato con un mosaico con figure romboidali mentre nel resto della sala si riscontrano affreschi in secondo stile raffiguranti colonne dorate decorate con rampicanti: tra le decorazioni, una graziosa natura morta rappresentante un cestino con fichi. Seguono due saloni: uno aperto verso il mare con un’unica parete affrescata con rappresentazioni di un santuario di Apollo, pavoni e maschere teatrali, mentre nel secondo salone, più grande, sono rappresentati un cestino di frutta coperto da un velo semitrasparente, una coppa di vetro contenente melograni, una torta poggiata su un supporto e una maschera teatrale. La villa era dotata anche di un quartiere termale: il calidarium ha pareti affrescate in terzo stile, dove l’opera principale è il mito di Ercole nel giardino dell’Esperidi; gli affreschi del tepidarium sono a fondo nero o rosso scuro, secondo quanto indicato dal quarto stile pompeiano. Nella zona ovest è inoltre presente un cubicolo dove è stato possibile ottenere i calchi della porta in legno e della finestra ed un piccolo peristilio le cui pareti sono decorate con fasce grigie e nere e dove è presente il larario decorato in quarto stile e con la trave di sostegno originale posta sopra la nicchia seppur carbonizzata.
Nella parte est della villa sono presenti due sale poste in modo speculare una all’altra: nella prima non ci sono dipinti ma solo una zoccolatura in marmo ed una pavimentazione incompleta con alcune piastrelle in marmo, segno che la villa era in ristrutturazione; la seconda sala presenta decorazioni in quarto stile. Segue una sala priva di affreschi con le pareti in bianco, rosso, giallo e nero riservata agli ospiti, un piccolo viridario con decorazioni in secondo stile raffiguranti piante, fontane ed uccelli e due saloni speculari: il primo che presenta una nicchia semicircolare nella quale era alloggiata una scultura mentre il secondo è identico al precedente con la presenza di marmi alle pareti. Nella villa è infine presente una grande piscina di 61 metri di lunghezza e 17 di larghezza, pavimentata in cocciopesto e risultava adornata ai bordi con statue di marmo, copie di epoca romana di originali greci: attorno sorgeva un prato con platani, oleandri e limoni.

Come arrivare:

Il modo più economico e più veloce per raggiungere Napoli da Roma è con la FRECCIA ROSSA o ITALO: con la macchina si impiega circa 3 ore, mentre con il treno si impiega solo 1 ora.
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Il servizio del treno della Circumvesuviana collega giornalieramente ogni 30 minuti la Stazione di Napoli Centrale, dove il treno della Freccia Rossa giunge da Roma Termini o Italo da Roma Tiburtina, a Sorrento con soste intermedie a Ercolano, Oplonti e Pompei.

Bus: Sita Sud ( Trasporto pubblico locale su gomma )
Macchina: autostrada A3 Napoli / Salerno uscita Pompei Ovest

Periodo d’apertura:

Dal 1 aprile al 31 ottobre: 9.00 – 19.30 (ultimo ingresso 18.00)
Dal 1 novembre al 31 marzo: 8.30 – 17.00 (ultimo ingresso 15.30)
Boscoreale: dal 1 novembre al 31 marzo: 8.30 – 18.30 (ultimo ingresso 17.00)
Giorni di chiusura: 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 Dicembre

Tariffa d’ingresso:

Pompei singolo (validità 1 giorno)
Intero € 13,00; Ridotto € 7,50
Ercolano singolo (validità 1 giorno)
Intero € 11,00; Ridotto € 5,50
I 3 siti: Oplonti, Stabia (*), Boscoreale (validità 1 giorno)
Intero: € 5,50; Ridotto: € 2,75
I 5 siti: Pompei, Ercolano, Oplonti, Stabia*, Boscoreale (validità 3 giorni consecutivi e solo per 1 ingresso/visita per sito).
Intero: € 22,00; Ridotto: € 12,00
#domenicalmuseo: la prima domenica di ogni mese ingresso libero

Ufficio informazioni turistiche:

Mail: pompei.info@beniculturali.it

Tel: +39081 8575 347

Guide turistiche:

http://www.guidepompei.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

24 Settembre 2015