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Ercolano, ecco i mobili degli antichi romani

Ercolano, ecco i mobili degli antichi romani

Ercolano
Quando Renzo Piano è entrato nei depositi climatizzati del Padiglione della barca, negli scavi di Ercolano, è rimasto senza parole. Una visita in gran segreto. Piano era venuto per vedere i pezzi più pregiati per quel museo di Ercolano che il mecenate americano David Packard gli ha chiesto di progettare nell’area esterna al sito.

Tra quei reperti che hanno incantato il grande architetto, ci sono gli straordinari legni di Ercolano. Reperti praticamente sconosciuti, noti solo agli adetti ai lavori, protetti in una sala al secondo piano dell’edificio in cemento armato costruito a ridosso degli scavi. Sono arredi in legno, coperti da panni neri per proteggerli dalla polvere, restaurati con cura già durante le esplorazioni condotte dal soprintendente Amedeo Maiuri tra 1927 e 1958. Ecco una culla a dondolo, tavolini con piedi lavorati a zampa di leone o ispirati ad animali fantastici.

E poi un letto con paratie in legno tutte intarsiate, armadi, larari, e anche alcune statuette raffiguranti le divinità protettici della casa, gli antenati. Figure dalla resa grossolana, che venivano conservate e venerate negli altarini domestici in legno realizzati come modellini templi, con tanto di colonne e capitelli in facciata, portoni di ingresso e tetto.

Sono state le particolari condizioni di seppellimento di Ercolano a garantire la conservazione dei materiali organici. I legni di Ercolano, assieme ai celebri ori rinvenuti addosso alle 300 vittime che cercarono scampo sotto i fornici dell’antica spiaggia della città, hanno stregato David Packard sin dal 2001, quando avviò il programma di restauri e scavi della città, finanziato in proprio con 16 milioni di euro. Il sogno del mecenate californiano è il museo, dove esporre anche tutti i reperti che stanno venendo alla luce nel corso delle ricerche condotte da Maria Paola Guidobaldi e Domenico Camardo. Un museo firmato Renzo Piano.

Dal 2 agosto, intanto, aprono per la prima volta alla visita alcuni straordinari ambienti termali nella Villa di Arianna a Stabiae, sulla collina di Varano, a Castellammare. Si tratta di una delle più vaste ville di lusso note del mondo antico, esplorate dai Borbone prima e da Libero d’Orsi poi, a partire dal 1950.