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Pompei Scavi: “Chiusura cancelli è stato un colpo basso”

Pompei Scavi: “Chiusura cancelli è stato un colpo basso”

I cancelli degli Scavi di Pompei questa mattina sono rimasti chiusi a causa di un’assemblea dei sindacati Fp Cisl, Filp e Unsa, nonostante le notizie rassicuranti di ieri, in merito alla concomitanza con i lavori per l’allestimento dello spettacolo di Roberto Bolle e le assemblee sindacali imminenti. Gravissimi i disagi per turisti e tour operator non avvisati dell’improvviso cambio di programma delle rappresentanze sindacali aziendali.

É stato il soprintendente di Pompei, Ercolano e Stabia Massimo Osanna a cercare di risolvere di persona la questione aprendo egli stesso i cancelli alle 10:30, contrattando singolarmente con i funzionari della Soprintendenza la garanzia della custodia delle Domus. Si era formata, infatti una fila di oltre 2mila turisti ai botteghini, con gravissime tensioni.

Non si è fatta attendere la risposta, al vetriolo, del soprintendente Massimo Osanna: “La chiusura dei cancelli di questa mattina – dichiara – è stata un colpo basso e un comportamento irrispettoso nei confronti di centinaia di turisti non responsabili ed estranei a vicende interne all’amministrazione, giunti a Pompei per ammirare un patrimonio mondiale unico che l’Italia ha la grande fortuna di possedere. Nonostante la mia massima disponibilità al dialogo e a venire incontro alle esigenze dei sindacati, questa mattina, venendo meno alle garanzie che mi erano state riservate, gli scavi sono rimasti chiusi. Ho dovuto provvedere all’apertura dei cancelli, purtroppo in ritardo, reclutando i funzionari archeologi di servizio”.

Ma c’è dell’altro, perché il soprintendente Osanna prosegue lanciando frecciatine alle organizzazioni sindacali: “Quello di alcune sigle sindacali è un atteggiamento, a mio parere, irresponsabile. Le esigenze legittime dei lavoratori sono da rispettare e tutelare, ma non si può continuare a mancare di rispetto al pubblico che è quello che garantisce il lavoro stesso di chi protesta.  Il confronto richiesto dai sindacati con l’amministrazione e il Ministero non può diventare prevaricazione e ricatto a danno dell’immagine internazionale di Pompei  e di tutto il paese nel mondo”.

Sulla questione è intervenuto anche il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, il quale, attraverso il proprio profilo facebook, ha dichiarato: “Un’altra assemblea a sorpresa a Pompei costringe i turisti in fila al Sole. Così si fa del male ai sindacati, ai diritti dei lavoratori e al proprio paese”.

Arrivano le dichiarazioni del Sottosegretario alla Difesa e coordinatore regionale in Campania per il Nuovo Centrodestra Gioacchino Alfano: “L’assemblea a sorpresa indetta dai sindacati dei lavoratori della Soprintendenza speciale di Pompei, Ercolano e Stabia ha creato disagi che dovevano e potevano essere evitati in questo periodo particolare dell’anno. Inoltre, come ha già evidenziato il ministro Franceschini, i danni derivanti sono incalcolabili. Pompei è uno dei siti archeologici più importanti in Italia e nel Mondo. Se sono comprensibili le proteste dei lavoratori, le modalità con cui essere vanno portate avanti devono essere meno selvagge e i sindacati devono essere più responsabili”.