Contatti tel. 06/87191734 - info@imperiumtour.it

SATVRNALIA FESTEGGIAMO IL NATALE ROMANO

SATVRNALIA FESTEGGIAMO IL NATALE ROMANO

IO, SATVRNALIA!!!
(Roma, domenica 20 dicembre 2016)

Una delle più diffuse e popolari feste religiose di Roma antica, che si celebrava ogni anno, dal 17 al 23 dicembre, in onore di Saturno, antico dio romano – rivive a Roma questo fine settimana.

PROGRAMMA:
ore 15.45 – Visita Guidata: La Roma dei Staurnali
ore 18.00 – Il Gusto della Storia (Degustazioni).

I SATVRNALIA.
I Saturnali, per il loro carattere, ricordano assai da vicino il nostro carnevale; mentre, per l’epoca dell’anno alla quale ricorrevano – il solstizio d’inverno – possono essere a ravvicinate al nostro ciclo festivo di Natale e Capodanno. Non per nulla si favoleggiava che Saturno era stato il dio dell’età dell’oro, quando gli uomini vivevano felici, nell’abbondanza di tutte le cose e in perfetta eguaglianza fra loro; e tali condizioni di quel tempo fortunato si volevano, in certo modo, rievocare nei giorni dei Saturnali, durante i quali si festeggiava con conviti e banchetti l’abbondanza dei doni della terra e, concedendo agli schiavi la più larga licenza, si rappresentava quasi l’antico stato di eguaglianza fra tutti gli uomini. Questa festa (a differenza del culto di Saturno, quasi ignoto fuori del Lazio) si diffuse in tutto il mondo romano, e in ogni provincia dell’Impero rimase, sino al trionfo del cristianesimo, la festa più popolare e più cara alle genti di ogni condizione sociale.
La parte ufficiale della festa era rappresentata da un sacrificio solenne nel tempio di Saturno, cui teneva dietro un banchetto pubblico (convivium publicum), alla fine del quale i convenuti si scambiavano il saluto augurale: Io, Saturnalia. Al convito ufficiale corrispondevano i banchetti privati nelle singole case, dove s’invitavano parenti e amici: a tavola s’imbandiva quanto di meglio offrivano le cucine e le cantine, e dopo ci si abbandonava al gioco dei dadi, che le leggi proibivano al di fuori di quei giorni.

Il senso di eguaglianza e di fratellanza umana si manifestava con la massima libertà concessa allora ai servi, per i quali i padroni stessi usavano imbandire un banchetto; e anche con la consuetudine di scambiarsi doni d’ogni genere e d’ogni prezzo, fra i quali erano assai comuni le figurine di terracotta o di pasta (sigillaria): all’uso di questo scambio di doni si riferisce, com’è noto, un buon numero degli epigrammi di Marziale. Solitamente si sorteggiava il nome di colui che avrebbe dovuto dirigere il buon andamento delle feste: princeps Saturnalicius.

I Saturnali si celebravano anche nell’esercito; la festa era detta Saturnalicium castrense.

Gens Iulia per l’occasione organizzerà un giorno di festeggiamenti. Il programma della giornata sarà strutturato su di una visita guidata alla scoperta del Campidoglio e dei Fori, per poi concludersi con una degustazione di vini e un gustaticium: un aperitivo con pietanze e ricette dell’antica Roma.

Vi aspettiamo.