Contatti tel. 06/87191734 - info@imperiumtour.it

Torna a casa la testa perduta di Augusto

Torna a casa la testa perduta di Augusto

Riuscire a perdere una delle più rare e preziose teste di Augusto ancora esistenti al mondo, fare finta di nulla per anni finché un’archeologa non ha capito che qualcosa non andava, si è messa alla ricerca de reperto perduto e ha trovato dov’era finito. È una delle tante storie incredibili e amare sul nostro patrimonio. In questo caso si tratta di una storia a lieto fine, la testa sta per arrivare a Roma, quindi rientrerà definitivamente a Nepi, un piccolo centro in provincia di Viterbo, da dove il suo viaggio era iniziato circa 40 anni fa.

 

Un viaggio avvolto nel mistero. La testa, tra le poche raffiguranti un Augusto giovane e lontano dalle iconografie ufficiali, si trovava davanti al palazzo comunale di Nepi. A un certo punto scomparve. Nessuno sa quando sia accaduto perché nessuno ha mai denunciato l’assenza. E nessuno l’avrebbe mai ritrovata se non fosse capitata a Nepi l’archeologa Germana Vatta per uno studio. È stata lei, con le sue ricerche, ad accorgersi della scomparsa ed è stata sempre lei a capire che la testa era finita al Museo Reale d’arte e storia di Bruxelles, che l’aveva acquistata nel 1975 da un antiquario di Zurigo per 35 mila franchi svizzeri, senza sospettare nulla.

 

La testa è rimasta lì per 40 anni, nella Galleria dei Ritratti. Nel frattempo la Soprintendenza aveva fatto tesoro delle scoperte di Germana Vatta e avviato le procedure necessarie. A Bruxelles non hanno potuto fare altro che accettare di restituire la testa di Augusto.

 

Pietro Soldatelli, sindaco di Nepi, è entusiasta. Per la cittadina si tratta di un’occasione preziosa. «È il pezzo più pregiato di quel poco che è rimasto dell’importante presenza della civiltà romana nel nostro territorio. La esporremo non appena sarà possibile». E Germana Vatta? Ha ricevuto premi, encomi, promozioni? Lavora come amministrativa negli uffici di un’università: «Con l’archeologia non avrei potuto vivere, come tanti altri miei colleghi faccio altro anche se continuo a studiare per passione».

 

http://www.lastampa.it/2016/05/03/cultura/torna-a-casa-la-testa-perduta-di-augusto-XVfDueiElxtSdalER4Gb9J/pagina.html